L’autopalpazione al seno è un massaggio che può essere effettuato da ogni donna, in completa autonomia, per poter individuare e riconoscere eventuali noduli, e capire se possano o meno esservi delle spie utili per poter effettuare ulteriori approfondimenti.

Non si tratta, evidentemente, di un vero e proprio esame clinico. Si tratta piuttosto di un modo migliore e più consapevole per poter controllare il proprio corpo da sole e, in caso si noti qualcosa di anomalo, rivolgersi a un medico per poter effettuare una completa mammografia, l’unico test che può ritenersi realmente approfondito per poter suggerire una diagnosi puntuale.

Come si fa l’autopalpazione
Ora che abbiamo compreso che l’autopalpazione è una tecnica utile per poter scoprire i primi segnali di qualcosa che “non va”, possiamo fare un piccolo passo in avanti e cercare di capire in che modo si possa effettuare questa tecnica.

La prima cosa da fare è quella di mettersi davanti a uno specchio e poggiare le mani sulle costole. Quindi, gradualmente, bisognerà cercare di capire se vi sono dei cambiamenti nella zona dei capezzoli o sulla pelle: si pensi a rigonfiamenti, arrossamenti anomali o noduli, giusto per citare le principali spie di qualcosa che non va. Quindi, si potrà procedere alzando le braccia sopra la testa per poter cercare altre eventuali alterazioni.

Superata questa prima fase possiamo compiere un ulteriore passo in avanti e, aiutandoci con tre dita, palpare il seno, con movimenti a spirale, partendo dalle ascelle e giungendo fino ai capezzoli. In questo modo sarà possibile controllare efficacemente l’intera del petto e le cavità ascellari. Naturalmente, se si nota un nodulo o qualche altra irregolarità, la cosa giusta da fare è quella di prenotare immediatamente una visita ginecologica che possa effettuare ogni utile approfondimento.

Quando si fa l’autopalpazione?
Molte donne si domandano ogni quanto potrebbe essere utile fare l’autopalpazione. Considerato che è una domanda molto frequente, non possiamo che prendere in carico tale spunto e rispondere che – anche se non c’è alcun tipo di frequenza “ideale” – bisognerebbe praticare questa attività almeno una volta al mese.

È inoltre consigliabile effettuare l’autopalpazione quando il seno è morbido, ovvero 2-3 giorni dopo la fine dei cicli regolari, e che si dovrebbe proseguire con questa buona abitudine per tutta la vita, considerato che il rischio di tumori al seno non svanisce certamente con l’avanzare dell’età.

A cosa serve l’autopalpazione del seno
A questo punto vogliamo integrare il nostro approfondimento sull’autopalpazione del seno andando a comprendere per quale motivo sia utile spendere qualche minuto ogni mese nella sua effettuazione. Si tratta infatti di una pratica molto semplice, rapida, che però ha una grandissima utilità e che, come tale, non dovrebbe essere sottovalutata.

L’autoesame del seno è infatti un modo utilissimo per poter migliorare la conoscenza con i propri seni, andando a valutarne anatomia, consistenza e particolarità. È dunque importante che la donna prenda piena consapevolezza delle caratteristiche del proprio seno, andando in questo modo a valutarne cambiamenti di qualsiasi tipo, che dovessero insorgere nel corso dei mesi, come rigonfiamenti, arrossamenti, perdite.

In questi scenari è evidente che l’autopalpazione non può fare di più. Non è insomma possibile, attraverso l’autopalpazione, arrivare a una diagnosi di qualsiasi tipo di patologia. È quindi bene farsi visitare subito dal medico, per poter scoprire se ci sia o meno qualcosa che non va.

Nel farlo, è bene ricordare che bisogna affrontare l’autopalpazione con la giusta serenità. In particolar modo, è bene sottolineare come nella maggior parte dei casi eventuali anomalie al proprio seno siano in realtà cisti benigne o mastosi, o ancora adenofibromi che

non necessariamente corrispondono a esiti infausti, ma che nella maggior parte dei casi necessitano solamente di essere tenute sotto controllo.

Da quanto sopra dovresti dunque aver compreso che l’autopalpazione del seno non deve essere vissuta come un momento di ansia, una prova della verità. È invece da interpretarsi come un gesto di prevenzione che dimostra la grande attenzione che hai nei confronti della tua salute.

Ricordiamo infatti come la prevenzione e la diagnosi precoce rappresentino degli elementi fondamentali per poter contrastare le malattie al seno.

Autopalpazione e mammografia
Nell’effettuare l’autopalpazione è possibile che tu possa incontrare nel tuo “cammino” dei piccoli noduli. Attenzione, però: difficilmente con le mani è possibile individuare noduli più piccoli di 1 centimetro di diametro, mentre con le moderne mammografie è possibile individuare noduli anche allo stato iniziale, di 2 millimetri di diametro.

Ecco perché oltre all’autopalpazione è necessario essere protagoniste di una routine che preveda una visita mammografica dopo i 35 anni di età.

Si tenga conto che la periodicità della visita di questo tipo può anche non essere molto ravvicinata nel tempo (per esempio, dopo i 50 anni si può scendere a una visita ogni 2 anni), ma che non deve mai essere oggetto di sottovalutazione, perché è il modo migliore per poter comprendere il proprio stato di salute in una zona dell’organismo particolarmente soggetta ai rischi.

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