Questa pratica deriva dalle tradizioni delle discipline orientali, a cui poi si sono aggiunti studi e ricerche che hanno dimostrato che l’uomo può sopravvivere in uno stato di totale assenza di cibo per circa 24 giorni, purché naturalmente venga mantenuta costante l’idratazione. Sulla base di queste teorie si sono sviluppati molti centri che spiegano come fare e propongono digiuni terapeutici di diversa durata, sostenendo che l’astinenza dal cibo possa avere grandi benefici per l’organismo. Secondo questa teoria infatti il non impegnare il corpo nel lavoro di metabolizzazione di nuove sostanze porterebbe l’organismo a concentrare tutte le sue energie nell’eliminazione di scorie e tossine, il che contribuirebbe ad apportare una nuova forza e vitalità a tutti gli organi interni all’epidermide, ecc..

Il digiuno è dunque la rinuncia volontaria al cibo per un periodo di tempo stabilito. I cardini della digiunoterapia sono:

Rinunciare ai cibi solidi e introdurre solo liquidi, con l’ausilio di qualche integratore; solo in qualche caso può essere consentito mangiare piccole quantità di frutta e verdure crude.
Astenersi da alcol, fumo, caffè.
Rilassarsi: ridurre il ritmo di lavoro e allontanarsi dalla vita mondana; concentrarsi sulla propria interiorità, coltivare le proprie passioni, dormire almeno 8 – 9 ore per notte.
Favorire la depurazione dell’organismo attraverso la respirazione, la traspirazione, la funzione renale e quella intestinale.
In questo modo si può ristabilire l’equilibrio psicofisico, compromesso dallo stress di tutti i giorni e da una cattiva alimentazione.

Come prepararsi al digiuno.

La preparazione è la fase di transizione graduale nella quale si passa da un’alimentazione solida a una liquida. È fondamentale scegliere un periodo adatto al digiuno, cioè sufficientemente lungo perchè la preparazione dovrà durare almeno gli stessi giorni del digiuno, privo di impegni improrogabili e in cui sia possibile dormire la giusta quantità di ore e condurre una vita più rilassata. Nei giorni di preparazione occorre:

Dormire il più possibile.
Cercare di allentare il ritmo lavorativo per non avere fonti di stress e preoccupazioni.
Di norma circa una settimana prima dell’inizio del digiuno si deve seguire una dieta vegetariana o crudista, e diminuire gradualmente l’alimentazione a base di cibi solidi e aumentare di pari passo l’assunzione di liquidi.
Man mano che il digiuno vero e proprio si avvicina, l’alimentazione dovrà essere costituita esclusivamente da frutta e verdura centrifugata. Aglio e cipolla sono particolarmente indicati per i centrifugati perché favoriscono la depurazione dell’organismo.

Ovviamente non si può intraprendere un digiuno terapeutico prolungato senza allenamento. Per la prima volta è consigliato fare una prova di 3 giorni per “imparare” a digiunare. Dopo la preparazione, nel digiuno vero e proprio bere acqua sia di giorno sia di notte, purchè sia:

distillata o in bottiglia, perchè in questo modo si evita di assumere tossine che invece si trovano nell’acqua di rubinetto,
non gassata, perchè l’anidride carbonica aumenta il gonfiore addominale,
con un pH compreso tra 6.4 e 6.9, in modo da introdurre sostanze acide e basiche in ugual misura,
con residuo fisso non superiore a 50 mg/l perchè le acque minimamente mineralizzate sono più povere di minerali che potrebbero causare ritenzione idrica.
In alcuni casi il digiunoterapeuta può proporre un digiuno attenuato, cioè un digiuno in cui sia consentito mangiare una moderata quantità di frutta e verdura, ma esclusivamente crude, oppure può essere consigliata l’assunzione di tè verde, succo di limone, di pompelmo e centrifugati di verdure miste.

Nel corso del digiuno può essere utile assumere integratori. La spirulina apporta vitamine, sali minerali, proteine e la clorofilla, che ha proprietà depurative, e se ne consigliano 5 pasticche 3 volte al giorno. Sono poi indicati integratori a base di fibre, come lo psyllium e il glucomannano, e compresse di Echinacea che rafforza il sistema immunitario. L’aglio può essere assunto sia come ingrediente dei centrifugati sia sotto forma di compresse.

La ripresa dell’alimentazione.

Alla fine del digiuno bisogna riadattare l’organismo e in particolare l’apparato digerente alla reintroduzione di cibi solidi. Il riavvicinamento al cibo solido deve essere molto graduale tenendo sotto stretto controllo gli impulsi famelici conseguenti al digiuno.

Non si può ricominciare con un’alimentazione onnivora ma si riprenderà una dieta vegetariana, con l’ausilio di integratori biologici come alghe e fermenti lattici. Se per esempio il digiuno è durato una settimana, la rialimentazione dovrà durare 3 giorni, passando gradualmente dai liquidi ai solidi.

Quando digiunare e per quanto tempo.

I periodi più adatti sarebbero prima dell’inverno, nel solstizio d’inverno e nell’equinozio di primavera. Il digiunoterapeuta stabilisce per quanti giorni digiunare: si parte da un minimo di 3 giorni, una durata media di 7 giorni, per arrivare a un massimo di 45 giorni; sono stati documentati anche casi di digiuni guidati in centri specializzati durati anche 120 giorni. Il digiuno può essere condotto per un giorno dopo un’abbuffata oppure periodicamente per un giorno una volta a settimana o per 3 giorni due volte al mese o almeno due volte l’anno per una settimana.

Depurare lo spirito e il corpo.

Secondo i digiuno-terapeuti, il digiuno è fonte di salute, purificazione, autoguarigione e sarebbe benefico per la forma fisica perché consente:

il riposo dell’apparato digerente,
l’eliminazione delle tossine accumulate e dei liquidi in eccesso,
il rinnovamento delle cellule invecchiate e degenerate,
la perdita di peso: il digiuno instaura un bilancio energetico negativo (le calorie bruciate sono più di quelle introdotte che sono praticamente pari a 0) necessario per perdere peso.
Quanti chili si perdono? Ovviamente questo dipende dal metabolismo della persona, dalla durata del digiuno e dal tipo di digiuno; in linea di massima, una persona che brucia 2500 kcalorie al giorno e che pratica un digiuno assoluto perderà:

In 3 giorni 1 kg;
In 7 giorni 2.5 kg;
In 45 giorni 15 kg.
Il digiuno fa ingrassare?

Il digiuno in se non fa ingrassare, il problema è che le carenze possono rallentare il metabolismo e favorire la perdita di massa magra, quindi si può riprendere il peso perso o anche di più se nella fase di rialimentazione non ci si controlla.

Per quanto riguarda gli aspetti psicologici, il digiuno può rappresentare un momento di introspezione, in grado di far affiorare le emozioni inibite e un’occasione per prenderci cura di noi.

Cosa accade quando si digiuna.

Quando si digiuna, il corpo non riceve dall’esterno le sostanze nutritive di cui ha bisogno, per cui deve ricavarle degradando sé stesso: questo processo è denominato dai digiuno-terapeuti “autolisi”. Si attivano quattro vie metaboliche che a partire da substrati diversi producono glucosio:

nella glicogenolisi l’organismo utilizza le riserve di glicogeno dei muscoli e del fegato;
la gluconeogenesi produce glucosio a partire dal glicerolo ricavato dai trigliceridi del tessuto adiposo;
la chetogenesi lo ricava a partire dagli acidi grassi, anch’essi prodotti a partire dal tessuto adiposo;
la deaminazione proteica genera glucosio a partire dalle proteine dei muscoli.
In questo modo l’organismo consuma le sue riserve sia di carboidrati sia di grassi sia di proteine.

Digiuno e dimagrimento.

Come visto fin’ora quindi la pratica del digiuno fa effettivamente perdere peso, ma può essere utile approfondire quest’aspetto per capire perchè questa perdita non può essere considerata un reale dimagrimento, e quindi perchè è del tutto sbagliato pensare di digiunare per perdere i chili in eccesso.
Infatti il digiuno aiuta a bruciare i grassi ma cosa accade alla massa magra? Il corpo per ricavare glucosio preleva dal muscolo sia le proteine sia il glicogeno e di conseguenza si verifica la perdita della massa magra. Questa diminuzione comporta naturalmente perdita di tonicità muscolare a cui va aggiunto il fatto che allertato dallo stato di privazione, l’ organismo si abituerà a bruciare meno calorie. Una volta finito il digiuno quindi si avranno meno muscoli (motivo per cui l’ago della bilancia scende) ed un metabolismo più lento, il che fa innalzare notevolmente il rischio di ingrassare appena si torna ad alimentarsi in modo normale, riprendendo molti più chili di quelli persi con il digiuno.

Quando è indicato il digiuno?

Il digiuno è salutare? Fa bene o fa male? I medici consigliano il digiuno non certamente per la bellezza e per il dimagrimento, aspetti per cui come abbiamo visto la pratica del digiuno può essere addirittura dannosa, ma solo in rari casi in cui è necessario mettere a riposo l’intestino, come per esempio prima di un intervento all’addome, nel postoperatorio dopo un intervento di chirurgia dell’intestino o in presenza di una malattia dell’apparato gastroenterico (per esempio in caso di pancreatite acuta o di ileo paralitico). In tutti questi casi comunque è vero che l’intestino non lavora, ma l’organismo non viene lasciato senza nutrienti grazie all’applicazione delle flebo.

20140122-152537.jpg

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: